Quindicesimo Colloquio di Musicologia
del «Saggiatore musicale»
Bologna, 18-20 novembre 2011Alma Mater Studiorum - Università di Bologna
Dipartimento di Musica e Spettacolo
Manifattura delle Arti
via Azzo Gardino 65
Comitato scientifico
Renato Di Benedetto, Giorgio Pestelli, Raffaele Pozzi, Daniele Sabaino,
Nico Staiti, Luca Zoppelli
Coordinamento del programma
Giuseppina La Face Bianconi
Nicola Badolato, Anna Scalfaro
Organizzazione:
Società Cronopios
via de’ Griffoni 4, Bologna
tel. 051 224420; fax 051 2919120
in collaborazione con il CIMES - Dipartimento di Musica e Spettacolo
con il sostegno della
Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna
e del Ministero per i Beni e le Attività culturali
Direzione generale per lo Spettacolo dal vivo e lo Sport
L'iniziativa è valida per la formazione e l'aggiornamento del personale della scuola
ai sensi del DM 177/2000 e della direttiva n.90/2003
Auditorium
Saluti
Prolusione
Anselm Gerhard (Berna)
problemi di storiografia dell’Ottocento musicale
Relazioni libere I
“Progresso, decadenza e rinnovazione”:
el pensamiento historiográfico-musical de Antonio Eximeno
«Cantare per imitazione» o «ricrear lo spirito»:
l’educazione musicale nella storia della scuola italiana
Auditorium
Tavola rotonda I
Infanzia e musica contemporanea:
aspetti storico-culturali e pedagogico-didattici
Coordina
Raffaele Pozzi (Roma)
Intervengono
Franco Cambi (Firenze)
Vincenzo Caporaletti (Macerata)
Paolo Cecchi (Bologna)
Max Noubel (Digione)
Fausto Razzi (Roma)
Serafina Sabatino (Amburgo)
Alessandro Solbiati (Milano)

Il docente che oggi, da noi, punta a far conoscere, comprendere e amare la musica d’arte del Novecento incontra difficoltà intrinseche ed estrinseche. Se per un verso è vero che la musica del secolo passato si discosta, sotto il profilo linguistico, dal sistema musicale basato sulla tonalità armonica e sulla regolarità ritmico-metrica, per altro verso vige, anche tra gli operatori dell’educazione musicale e i cultori della pedagogia musicale, un pregiudizio tenace: essere la musica d’arte del Novecento impervia alla trasmissione didattica, in quanto scarseggerebbero in essa le caratteristiche comunicative e “logico-linguistiche” che faciliterebbero l’accesso alla musica dei secoli precedenti. Da tempo, esperienze didattiche e riflessioni pedagogiche – alcune di esse attuate negli incontri sulla didattica dell’ascolto promossi dal «Saggiatore musicale - SagGEM» e dal CIMES – hanno dimostrato che anche la musica del Novecento può essere insegnata con profitto e vantaggio, in termini d’interesse e di partecipe curiosità da parte degli allievi. Anche le difficoltà linguistiche e percettive di molta musica del secolo XX si lasciano spiegare e comprendere partendo dall’esperienza sonora dell’ascolto, dallo smontaggio dei congegni compositivi, dalla contestualizzazione storica ed estetica.
Nella tavola rotonda, musicologi ed esperti di pedagogia e didattica della musica illustreranno e discuteranno metodi e percorsi collaudati concepiti per l’insegnamento e la comprensione della musica del Novecento, già collaudati ma ancora poco diffusi nell’àmbito dell’istruzione musicale di base del nostro Paese. Verranno vagliate proposte didattiche specifiche rivolte ad allievi d’ogni ordine scolastico, dalla Scuola primaria all’Università, per valorizzare la pluralità stilistica e la ricchezza artistica di un patrimonio musicale che congiunge innovazione, radicalismo, sperimentalismo, modernità, comunicazione, in un rapporto di dare-e-avere quanto mai fecondo con le tradizioni artistiche anteriori.
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Sabato 19 novembre, 9.30-13 Auditorium Relazioni libere II Presiede Lorenzo Bianconi (Bologna) Cantanti, drammaturghi e impresari nelle “Poesie” di Paolo Abriani (1663) Note sul contesto intellettuale delle prime opere veneziane: Domenico Molino e i primi Incogniti (1628-1638) “Eruditioni per li cortigiani” di Nicolò Minato: genesi e incidenza di un trattato Francesco Maria Medici e i suoi “virtuosi”: il patrocinio musicale tra Sei e Settecento “Così fan tutte”, Barcellona 1798: più che una data Si può fare una regìa fedele al testo? Alcune esperienze sul “Barbiere” di Rossini “Gustavo III” e “Un ballo in maschera” a Roma: Verdi e i veri intoppi della censura |
Sabato 19 novembre, 9.30-13 Teatro Relazioni libere III Presiede Cesarino Ruini (Bologna) Oltre le linee di demarcazione: conductus o mottetto? Plinio, Landino e le intavolature per liuto di Francesco Spinacino «In monte oliveti»: una scena multipla musicale tra devozione e rappresentazione Il “Prato di Sacri fiori musicali” (1612) di Antonio Brunelli La produzione a stampa di Florido de Silvestris La professione musicale femminile nella Roma del Seicento Nuove acquisizioni musicologiche dalla «Gazzetta di Napoli» |
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Sabato 19 novembre, 9.30-13 Spazio Cinema Relazioni libere IV Presiede Raffaele Pozzi (Roma) Bruckner e Mahler: una prospettiva morfologica L’abbozzo di “Ranuccio Farnese”: il cantiere di Pizzetti librettista “Il grande inquisitore” di Boris Blacher Su alcuni libretti proposti a Šostakovič e sulle strategie del diniego (1949-1974) I “Songs of Despair and Sorrow” di György Kurtág: echi di contenuti e forme tra testo e musica Per una revisione del paradigma elettroacustico europeo: il pensiero di Pierre Schaeffer in Stockhausen e Boulez Lo studio antropologico di un’istituzione musicale contemporanea: l’IRCAM secondo Georgina Born |
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Auditorium
Tavola Rotonda II
«Musicologie: que me veux-tu?»
Essere musicologi nella società liquida
Coordina
Antonio Serravezza (Bologna-Ravenna)
Intervengono
Joëlle Caullier (Lille)
Giuseppe Gerbino (New York)
Claudio Giunta (Trento)
Robert Kendrick (Chicago)
Maria Semi (Bologna)

Nella società in cui viviamo non si dà più per scontato che la cultura umanistica sia un bene meritevole d’essere preservato, accudito e attivamente coltivato. I tagli alla cultura ce lo dicono chiaro e tondo: essa è considerata un bene accessorio, la sua funzione appare marginale e superflua. In una società che venera le valutazioni quantitative, l’utilità della cultura viene pesata in termini d’“incasso al botteghino”. Al pari delle altre discipline, la musicologia risente di questa situazione. La crisi è doppia: perdita di senso degli oggetti di studio; perdita di senso della disciplina che li investiga.
Nella tavola rotonda i relatori – convenuti dall’Italia, d’oltralpe e d’oltre oceano – e il pubblico in sala saranno invitati a ponderare il significato e il ruolo che attualmente riveste la musicologia, ma anche il ruolo e il significato che essa “potrebbe avere”: non basta limitarsi all’analisi di ciò che è, giova procedere alla diagnosi e alla prognosi circa un futuro desiderabile per la disciplina.
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Domenica 20 novembre, 9.30-13 Auditorium Relazioni libere V Presiede Alessandro Roccatagliati (Ferrara) Ombre in scena: drammaturgia dell’ombra nel teatro musicale europeo dal ’700 al ’900 Gioachino Rossini tra omeopatia ed economia Il concorso musicale per giovani compositori al Teatro della Pergola (1863-1871) «Un foco insolito»: l’‘invigorente’ processo compositivo donizettiano La censura napoletana dell’Ottocento: il caso di “Ernani” Vocal Technique and Psychic ‘Authenticness’ in García’s “Traité complet de l’art du chant” |
Domenica 20 novembre, 9.30-13 Teatro Relazioni libere VI Presiede Angelo Pompilio (Bologna-Ravenna) Memoria storica di un’istituzione musicale: il riordino dell’archivio dell’Accademia Filarmonica di Bologna Le società filarmoniche all’indomani dell’Unità d’Italia: ruolo nella cultura musicale e repertorio La corrispondenza tra Giovanni Ricordi e Francesco Piermarini, direttore del Real Conservatorio de Música y Declamación “María Cristina” L’effetto “groundswell” nella musica strumentale Modelli melodici “lunghi” tra Mercadante e Verdi L’azione dei teatri e dei dipartimenti educativi per la didattica dell’opera in Europa |
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Domenica 20 novembre, 9.30-13 Spazio Cinema Relazioni libere VII Presiede Elisabetta Pasquini (Bologna) La recezione della cantata da camera in Europa: fonti e ipotesi di uno straordinario ‘transfer’ culturale Il soffio di Partenope: il flauto a Napoli tra Sei e Settecento Le voliere di don Luis: forme della rappresentazione nel Quintetto G 276 di Boccherini Violin Duets in Madrid (1750-1800): Entertainment vs Edification? Repertorii di tradizione orale per una didattica interculturale Forme coreutiche di tradizione pastorale nel messinese |
Per gli altri partecipanti la quota d’iscrizione è di € 40 per l’intero Colloquio, € 15 per la singola giornata.
Gli insegnanti delle Scuole che fruiscono dell’esonero di cui al riconoscimento ministeriale sono esentati dalla quota di partecipazione.
Utima modifica: 14/11/2011
tel. 051.2092000 - fax 051.2092001 - e-mail: segreteria@saggiatoremusicale.it

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