Università di Bologna
Dipartimento di Musica e Spettacolo
Cattedra di Pedagogia musicale
Facoltà di Lettere e Filosofia
martedì 22 aprile 2008, ore 16.30
Laboratori DMS - Auditorium; Bologna, via Azzo Gardino 65a
I Classici in classe
rassegna musicale delle Scuole in Università
coordinamento: Anna Quarantacomitato organizzatore: Cosimo Caforio, Delio Capozzi, Monica Fini
Anna Quaranta, Cinzia Romeo, Serafina Sabatino, Anna Scalfaro, Chiara Sintoni
La pratica musicale nelle Scuole di ogni ordine e grado si trova attualmente al centro di un vasto dibattito politico-culturale.
Il "SagGEM", Gruppo per l'Educazione musicale sorto in seno all'Associazione "Il Saggiatore musicale" (Bologna), e la Cattedra di Pedagogia musicale del corso di laurea specialistica in Discipline della musica intendono dare il loro contributo a questo tema: in collaborazione col Dipartimento di Musica e Spettacolo dell'Università di Bologna, promuovono una rassegna di gruppi musicali delle scuole di ogni ordine e grado della città e della provincia di Bologna. La rassegna, denominata "I Classici in classe", offre una significativa panoramica delle diverse attività didattiche condotte nelle nostre scuole nel campo della pratica musicale, con particolare riferimento all'irrinunciabile centralità che la lezione dei Classici assume - anche in musica - nella formazione culturale e sociale dell'individuo.
Sul palco dei Laboratori DMS di via Gardino si avvicendano gruppi strumentali e corali nonché strumentisti solisti che rappresentano l'intero curricolo scolastico, dalla scuola dell'infanzia - presente con un progetto su musica e movimento - agli istituti d'istruzione secondaria superiore.
Ogni esecuzione sarà introdotta dagli alunni stessi con una breve presentazione - maturata alla fine del percorso didattico - che fornirà una contestualizzazione storica dei brani presentati e ne illustrerà le caratteristiche salienti. I docenti, dal canto loro, esporranno gli obiettivi perseguiti.
La rassegna non è concepita come un'esibizione fine a sé stessa, bensì come una riflessione sui fondamenti pedagogici e didattici dell'apprendimento pratico della musica, inteso come autentica occasione formativa, virtuosa combinazione di teoria e prassi, possibilità di accesso a quell'intreccio di saperi che la musica d'arte sa mettere in gioco in maniera peculiarissima. La manifestazione punta a dimostrare quanto sia importante per la scuola il costante confronto con la ricerca disciplinare scientifica, se si vogliono condurre gli studenti verso la "lettura consapevole" del testo musicale, in proporzione alla maturità cognitiva e affettiva. L'iniziativa si collega idealmente al prossimo Convegno su "La Musica tra conoscere e fare", promosso dal Dipartimento di Musica e Spettacolo, dal "Saggiatore musicale" e dall'Associazione fra Docenti Universitari Italiani di Musica (Bologna, Laboratori DMS, 16 e 17 maggio 2008).
La rassegna "I Classici in classe" si rivolge dunque non soltanto agli addetti ai lavori, ma a chiunque voglia interrogarsi sul ruolo che spetta alla musica in un progetto formativo: se essa si lasci, cioè, ridurre a mera dimensione edonistica ed esornativa, o se non sia invece in grado di porre sfide intellettuali senza le quali nessun progresso culturale è possibile.
| Associazione culturale "I Fiori musicali" |
Istituto paritario dell'infanzia e primaria "Bastelli" - Bologna |
Progetto Quando il suono diventa gesto
Laboratorio di ascolto musicale, gestualità e movimento
per bambini dai tre ai cinque anni
S. Prokof'ev (1891-1953), da Pierino e il lupo:
tema del Nonno - tema del Lupo
| Associazione culturale "Le Muse e il Tempo" |
Scuola primaria statale"Carducci" VIII circolo - Bologna |
Progetto Corsi di Strumento musicale e Educazione all'ascolto
Laboratorio di ascolto musicale, gestualità e movimento
Pianoforte solo
J. S. Bach (1685-1750), Libro di Anna Magdalena: Minuetto in Sol maggiore
R. Schumann (1810-1856), Album per la gioventù op. 68: Melodia
B. Bartók (1881-1945), Mikrokosmos, II: In Yugoslav Style
Composizione realizzata dai bambini
Scuola media ad Indirizzo musicale I.C. - Castel Maggiore
Scuola media ad Indirizzo musicale I.C. - Granarolo dell'Emilia
Orchestra (chitarre, flauti, oboi, pianoforte, tastiere, trombe, percussioni)
Pianoforte solo
I. Albéniz (1860-1909), Suite Española op. 47:
Asturias (Allegro)
P. I. Cajkovskij (1840-1893), Schiaccianoci op. 71, atto I:
Marcia dei soldatini di stagno - Tempo di marcia viva
G. Mahler (1860-1911), Sinfonia n. 1 in Re maggiore:
terzo tempo, Feierlich und gemessen, ohne zu schleppen
(esposizione del canone)
A. Schönberg (1874-1951), Sechs kleine Klavierstücke op.19:
n. 2, Langsam - n. 6, Sehr langsam
Scuola media ad Indirizzo musicale "Reni" I. C. n. 16 - Bologna
Duo pianoforte a 4 mani
J. S. Bach (1685-1750), Partita n. 3 in La minore: Scherzo
Ensemble strumentale (chitarre, tastiera e metallofono)
A. Vivaldi (1678-1741), Concerto in Re maggiore R. 93
per liuto, due violini e basso continuo: Largo
Scuola media ad Indirizzo musicale "Rodari-Jussi"
San Lazzaro di Savena
RJOrchestra (chitarre, flauti, violini, pianoforte e tastiere)
I. Stravinskij(1882-1971), Pulcinella:
Gavotta con due variazioni - Serenata - Introduzione
Liceo classico "Galvani" - Bologna
Progetto "MusicalGalvani"
Ensemble strumentale
(pianoforte, tastiere, chitarre, violoncello, clarinetti e oboe)
J. S. Bach (1685-1750), Concerto brandeburghese n. 4
in Sol maggiore: Allegro
Liceo linguistico e Liceo delle Scienze sociali "Laura Bassi"
Liceo scientifico "Copernico" - Bologna
Coro polifonico
F. Giardini (1716-1796), Le vezzose
Canto gregoriano: Ave maris stella
C. Margutti (1974), Ave Maria
W. A. Mozart (1756-1791), Notturno K. 438,
"Se lontan, ben mio, tu sei"
M. Napolitano (1968), Bocca
Enrico VIII Tudor (1491-1547), Pastime with Good Company
il programma è stato curato e redatto da Anna Scalfaro e da Anna Quaranta
La pratica musicale, nella scuola pubblica italiana, diventa insegnamento con l'introduzione dello "Strumento musicale" nella Scuola media (d.p.r. 419, 31/5/74 sulla "Sperimentazione e ricerca educativa", e successivi d.m., 3/8/79 e 13/2/96). Dopo un periodo di sperimentazione, l'insegnamento di Strumento, nei corsi a indirizzo musicale, è istituzionalizzato quale "integrazione interdisciplinare e arricchimento della materia obbligatoria Educazione musicale", oggi denominata Musica (art. 11 comma 9, legge 124, 3/5/99). Esso partecipa al "progetto complessivo di formazione della persona, secondo i principi generali della scuola media" (d.m. 201, 6/8/99).
Con l'istituzione dei Corsi a indirizzo musicale viene riconosciuto anche al 'far musica' il valore formativo di un 'bene culturale' collettivo e di un sapere fondante nell'educazione del cittadino. Si profila così una nuova prospettiva rispetto all'elitarismo degli ambienti musicali specialistici: tutti - anche chi non possegga un grande talento - hanno la possibilità d'imparare il linguaggio della musica attraverso la sua pratica. L'educazione alla pratica musicale viene ora concepita come un diritto. Occorre tuttavia preservarla dal rischio di vedersi ridotta ad attività meramente ricreativa. 'Fare' musica, da soli o in gruppo, non rappresenta solo un'opportunità di socializzazione fra ragazzi, ma anche un contesto privilegiato per apprendere in modo collaborativo e per esercitare la partecipazione democratica.
Il piacere di far musica insieme deve condurre al 'saper' fare musica: un iter di apprendimento e formazione che si fonda sull'interazione e l'integrazione tra 'conoscere', 'comprendere' e 'fare'. Questo "credo pedagogico" è indispensabile per ricercare e sperimentare modalità didattiche innovative e per allontanare le lusinghe dello spontaneismo, che incombono sulla didattica della pratica musicale.
Imparare a suonare bene significa acquisire una padronanza tecnica non fine a sé stessa, bensì rivolta a un'espressività consapevole. Quest'ultima implica, da un lato, l'uso sensato della grammatica musicale, dall'altro la capacità di esprimere la poetica del compositore attraverso l'interpretazione dell'opera. Si tratta di un'espressività non casuale bensì intenzionale, posta in essere nell'atto concettuale interpretativo: il quale promana dalla conoscenza e dalla comprensione - strutturale, funzionale, contestuale - del brano. L'esecuzione espressiva mette in campo conoscenze non solo tecnico-strumentali ma anche musicali e culturali a largo raggio. È dunque un processo produttivo di natura psico-fisico-culturale. L'interpretazione scopre e manifesta il 'senso' della composizione musicale e i suoi significati, e stimola l'attitudine alla creatività.
Sulla base di queste premesse, il "SagGEM" (il Gruppo per l'Educazione musicale costituito dal "Saggiatore musicale") riconosce come prioritario il ricorso alla musica d'arte, per via dei contenuti esteticamente ed epistemologicamente rilevanti che le sono propri. Il titolo della Rassegna musicale delle Scuole in Università, I classici in classe, implica dunque un'esortazione allo studio della musica d'arte, anche per il valore "antagonistico" che - in ogni campo del sapere, dalla filosofia alla letteratura alla storia dell'arte - i classici assumono nei confronti della cultura di massa (senza che ciò peraltro comporti alcun pregiudizio per altri generi e forme di musica).
Fin dalla scuola dell'infanzia si possono condurre i giovani cittadini a conoscere, comprendere e apprezzare la musica d'arte. A tale scopo, è quantomai utile il ricorso al rapporto musica/movimento. Esso favorisce un impiego consapevole della corporeità, sviluppa le capacità percettive, e nel contempo si rivela prezioso per la stessa pratica strumentale, che nella componente gestuale trova un elemento fondante.
La manifestazione propone esecuzioni 'espressive' realizzate da allievi delle scuole d'ogni ordine e grado, nonché brani da loro stessi composti sulla scorta di modelli artistici alti. Le esecuzioni sono precedute da una breve presentazione delle musiche, svolta dagli stessi alunni, per motivare le scelte interpretative. Gli insegnanti, a loro volta, illustrano le finalità educative e gli obiettivi didattici sottesi alle esecuzioni e alla scelta dei brani. Le presentazioni sono da intendersi come verbalizzazione di un percorso guidato dalla riflessione, fondamentale per lo sviluppo del senso critico e per l'educazione all'ascolto consapevole.
La manifestazione I classici in classe porta con sé un corollario: a partire dall'ascolto riflessivo, la didattica della produzione musicale deve prevedere, oltre all'esecuzione, anche l'avviamento alla composizione. Sottolinea altresì con convinzione che l'insegnamento dello Strumento non è un mero esercizio muscolare, una prestazione di tipo ginnico, bensì un mezzo per appropriarsi del linguaggio musicale sul piano del 'conoscere' e del 'fare'.
Serafina Sabatino
Utima modifica: 05/05/2008
tel. 051.2092000 - fax 051.2092001 - e-mail: saggem@saggiatoremusicale.it

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