Bruno Bettinelli, Piano Works, pianoforte Massimo Anfossi, un cd, Ducale CDL 040

Nel cd Bruno Bettinelli: Piano Works, prodotto dalla casa discografica Ducale, il pianista Massimo Anfossi offre una raffinata interpretazione di alcuni brani del compositore milanese. Risalenti ad epoche diverse – dalla Sonatina del 1939 alle Sei Bagatelle dell’86 – le cinque composizioni selezionate da Anfossi consentono di cogliere l’evoluzione stilistica di Bettinelli sull’arco di un percorso compositivo durato più di mezzo secolo.

Bettinelli (Milano 1913 † Milano 2004) è stato autore fecondissimo; la sua produzione spazia dalla musica sinfonica al melodramma, con opere quali Il pozzo e il pendolo del 1957, libretto proprio e di Clemente Crispolti tratto dall’omonimo racconto di Edgar Allan Poe, La Smorfia (1959, testo di Riccardo Bacchelli) e Count Down (1969, testo di Antonello Madau Diaz). Altrettanto ricca è la produzione di musica da camera, sia strumentale (Sonate, Trii, Quartetti ecc.) sia vocale, solistica (liriche su testi di Giuseppe Ungaretti, Eugenio Montale, Salvatore Quasimodo e altri poeti italiani del Novecento) e corale (la Terza Cantata su testo di Ungaretti è fra le sue opere più famose). Non da ultimo, Bettinelli ha elaborato e armonizzato canti popolari di tradizione orale.

Partito negli anni del secondo conflitto mondiale da posizioni neoclassiche, sulla scia di Stravinskij e, in particolare, di Hindemith, Bettinelli non si è fatto mai sedurre dall’ideale di un linguaggio musicale “oggettivo” perseguito dall’avanguardia strutturalista di Darmstadt. Pur mostrando curiosità e interesse verso tecniche ed espedienti disparati (dalla dodecafonia ai procedimenti aleatorii), Bettinelli ha fatto per lo più ricorso a una libera organizzazione del totale cromatico, in cui il risalto dato alla linea melodica, dal fraseggio “classico” ed equilibrato, rivela una serena fiducia nelle capacità comunicative della composizione musicale. Dal 1957 al ’79 Bettinelli ha svolto anche un’intensa attività di docente di Composizione nel Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano; alla sua scuola si sono formati musicisti del valore di Claudio Abbado, Riccardo Muti, Maurizio Pollini, Uto Ughi e Bruno Canino (per citare solo i più acclamati).

Allievo di Bettinelli è stato anche Massimo Anfossi, che con la scelta delle cinque composizioni incluse nel cd ben illustra la successione dei tre periodi in cui, per comodità di studio, si lascia distinguere la produzione del compositore. Alla fase degli esordi appartiene la Sonatina del ’39, che fin dal titolo tradisce un’influenza di gusto francese, soprattutto Ravel, evidente nella freschezza melodica, nell’equilibrio formale e nella semplificazione timbrica (le voci si riducono spesso soltanto a due). I Tre Ricercari e Toccata del 1947 e la Fantasia del ’55, vincitrice del premio Busoni, si collocano nel periodo intermedio (1945-1960 ca.), in cui il compositore affina le caratteristiche salienti del proprio stile: libero impiego del totale cromatico, edificazione di chiare e nette strutture formali, uso di raffinati impasti timbrici. Se l’opera del ’47 mostra un interesse, tutto sommato episodico, per le armonie basate su scale pentatoniche ed esatonali, la Fantasia, articolata in cinque movimenti ed eseguibile anche al clavicembalo, offre un piccolo campionario di atteggiamenti compositivi bettinelliani: dal carattere improvvisativo del Preambolo alla fitta trama contrappuntistica del Fugato, passando per gli accordi in contrattempo del secondo brano, non a caso intitolato Ritmico: omaggio a Stravinsky. I Tre pezzi dell’84 e le Sei Bagattelle dell’86 appartengono all’ultima fase compositiva, che comporta l’accentuazione di alcune caratteristiche di scrittura. Nei Tre pezzi, ad esempio, risalta ancor di più la differenza, già percepibile in composizioni precedenti, tra i brani estremi, animati da nervose figurazioni ritmiche (Preludio) e variazioni agogiche (Toccata), e il Tempo centrale, traboccante di un’espressione lirica soffertamente estatica. Le Sei Bagatelle, infine, dal sottotitolo Omaggio a Scarlatti, oltre ad inchinarsi una volta di più di fronte al clavicembalo settecentesco, danno un’ulteriore prova della volontà di recupero di forme della tradizione, dalla Sarabanda alla Giga.

Nelle cinque composizioni il lungo iter compositivo di Bettinelli si palesa anche grazie all’esecuzione meticolosamente rispettosa del testo fornita da Massimo Anfossi, giovane pianista che, conclusi gli studi nel Conservatorio di Genova, ha avviato un’intensa attività concertistica. Si è imposto in breve tempo nel panorama concertistico internazionale, esibendosi come solista e in formazioni cameristiche. Curioso e versatile – effettua incursioni anche nella sfera del jazz –, mostra una particolare attenzione per il Novecento italiano: oltre all’opera pianistica di Bettinelli, ha inciso l’intera produzione di musica da camera di Francesco Cilea per la casa discografica Agorà. Anfossi ha il pregio della cura per il particolare. L’esecuzione rispettosa del fraseggio, precisa nella scansione ritmica, e il modo sapiente di dosare i contrasti tra episodi ora liricamente distesi ora marcatamente aggressivi consentono all’ascoltatore di individuare con chiarezza nessi e snodi essenziali dell’architettura formale dei brani. L’attenzione posta da Anfossi nella resa delle minime sfumature timbriche dà infine il giusto risalto alla scrittura pianistica di Bettinelli, votata alla piena valorizzazione delle risorse espressive del pianoforte.

Non v’è dubbio che per il docente di Musica il cd è uno degli strumenti essenziali a fini didattici. L’incisione di Anfossi, intelligente nella scelta dei brani, precisa, elegante ed espressiva nell’esecuzione, si presenta come un mezzo utilissimo per studiare e analizzare l’iter compositivo di un importante compositore del secolo scorso. Incisioni discografiche come queste rappresentano un tassello prezioso per ricostruire e valorizzare una componente primaria, ancorché trascurata, del nostro patrimonio culturale: la musica d’arte italiana del Novecento.

Anna Scalfaro

 

 

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Utima modifica: 30/11/2009
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