Giacomo Manzoni, Parole per musica, Palermo, L'Epos, 2007, 286 pp.

Uno sguardo attento alle scelte poetiche di un compositore illumina spesso aspetti nascosti della sua personalità e produzione, ma svela anche connessioni inattese tra il suo lavoro e le questioni politiche, sociali e culturali dell'epoca in cui vive. Ciò è tanto più vero se il compositore si chiama Giacomo Manzoni, uno dei protagonisti del Novecento, che ha sperimentato le attività più diverse in campo musicale, da compositore a didatta, da critico militante sulle pagine dell'"Unità" a traduttore per Einaudi di un testo chiave della letteratura musicale, Philosophie der neuen Musik di Adorno. In Parole per musica Manzoni ripercorre la propria vita, scandendola, con chiarezza e brevità efficaci, attraverso le scelte dei testi da musicare. Egli parte dal fecondo periodo di studi nella ricca e stimolante Milano degli anni '50 e arriva fino ai giorni nostri, passando per quegli anni '70 e '80, i cui rivolgimenti politici avrebbero mutato profondamente le idee e le visioni del mondo del compositore. Il volume è corredato di tutti i testi letterari messi in musica, compresi i libretti delle opere per le scene.

Pur seguendo un ordine cronologico, l'esposizione consente di individuare le tematiche che s'intrecciano nel corso degli anni, a conferma - spiega Manzoni - «di quella varietà di sensazioni e di pensieri che convivono nell'evolversi di un percorso non solo musicale, ma anche esistenziale» (p. 176). Frequente è il tema politico e di denuncia: dall'opposizione al regime franchista in Tre poesie di Éluard (1958) alla riflessione sul conflitto atomico in Atomtod (1964) all'accusa del genocidio degli indiani d'America in Alla terra (2003). Intorno alla fine degli anni '70 affiora poi il tema della follia. Attratto da quel «momento tragico, in cui la mente umana perde per così dire il contatto con la terra […] e si avvia verso lidi ignoti» (p. 56), Manzoni si cimenta con la lirica di Hölderlin, con i testi Nietzsche, di Antonin Artaud, il drammaturgo francese che subì il trauma dell'elettroshock. Diverse sono anche le motivazioni alla base di ogni scelta: il desiderio di ricordare un'amicizia perduta negli Omaggi, da Dedica (1986) per e su testi di Bruno Maderna a Oltre la soglia (2001), in memoria di Franco Donatoni; l'ammirazione per un personaggio o un'epoca storica, in Per Massimiliano Robespierre (1974); la volontà di dichiarare la propria fede in un credo politico o, all'opposto, la semplice commissione occasionale. Su tutto spicca l'interesse per la poesia contemporanea, naturale conseguenza del desiderio di «vivere e di comprendere le grandi tematiche artistiche, morali, ideali, politiche, sociali del suo tempo» (p. 172).

L'autore non si limita a tracciare un excursus dei propri interessi letterari, ma ribadisce una precisa convinzione: il compositore ha il pieno diritto di rimaneggiare l'opera letteraria a proprio piacimento, con i tagli e i cambiamenti che ritiene opportuni. Egli, inoltre, non perde mai di vista il nesso tra le proprie scelte poetiche e letterarie e le scelte estetico-compositive, riesaminando con nitidezza le tendenze espressive e le vie di sperimentazione seguite non solo da lui in quegli anni. A partire da Ombre (alla memoria di Che Guevara) del '64, infatti, è sempre più frequente in Manzoni la rinuncia ad ogni intento narrativo e l'interesse per la libera combinazione di frasi, parole e fonemi, parallelamente a quanto facevano altri compositori del tempo. Compito del musicista, dunque, non è, secondo Manzoni, quello di far intendere le parole, ma «di sublimarle attraverso la musica facendole diventare un'altra cosa, un risultato artistico autonomo e complesso dove la parola stessa diventa fatto musicale e nient'altro» (p. 175).

Parole per musica offre uno sguardo lucido e penetrante su un aspetto importante della vita di un'artista: le letture e gli interessi politici e culturali che lo accompagnano e lo sostengono e il modo in cui interagiscono con il suo lavoro. Il docente troverà nel volume uno strumento utile per avvicinare la classe al tema complesso della musica d'arte contemporanea: l'intreccio profondo che nel volume di Manzoni lega musica e letteratura consentirà connessioni interdisciplinari autentiche, evitando meri accostamenti di maniera. Nel volume, d'altro canto, il docente troverà anche la narrazione di un impegno serio e totale, la testimonianza di chi, scegliendo di partecipare e schierarsi con la propria arte, ha interpretato nel modo più nobile il binomio musica-cultura.

Anna Scalfaro

 

 

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Utima modifica: 03/11/2009
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