Cecilia Panti, Filosofia della musica. Tarda Antichità e Medioevo, Roma, Carocci, 2008 («Il pensiero musicale»), 342 pp.

Non si può che salutare con gioia la comparsa di un volume come quello di Cecilia Panti – ricercatrice di Storia della filosofia medievale a Roma Tor Vergata – dedicato alla filosofia della musica dell’antichità e del medioevo, inserito nella collana dell’editore Carocci «Il pensiero musicale» diretta da Fabrizio della Seta. Il volume di Panti non solo colma un vuoto nella letteratura secondaria sull’argomento, ma lo fa proponendo un manuale di rara qualità e chiarezza d’impianto.

Il sintagma ‘filosofia della musica’ designa un àmbito di studio non semplice da definire. Panti intende la locuzione come «riflessione sulla musica in senso lato, ovvero ciò che gli intellettuali, i musicografi, i filosofi, i teologi o gli scienziati pensavano che essa fosse» (p. 11). Pur rimanendo fedele a un’impostazione cronologica, l’autrice individua alcuni temi base che riaffiorano poi a più riprese nel corso della lettura. In particolar modo emergono i temi e i quesiti che racchiudono le domande fondamentali della filosofia della musica: qual è l’oggetto della disciplina musicale? cos’è l’arte musicale? in che senso la musica può essere scienza, e come si inserisce nelle enciclopedie del sapere?

Il volume affronta tali quesiti in sei capitoli Il taglio tematico, oltre che cronologico, delle singole sezioni emerge fin dal loro titolo: ad esempio ‘La trasmissione del sapere nella tarda Antichità latina’ (cap. II), ‘La musica come scienza e come arte nell’ètà carolingia’ (III), o ancora ‘La musica nell’Università’ (V). Accanto all’inderogabile presentazione del pensiero sulla musica di autori come Aristotele, Boezio, Giovanni di Garlandia o Marchetto da Padova, il lettore potrà trovare considerazioni rivelatrici espresse da pensatori meno noti in àmbito musicologico: è il caso del paragrafo dedicato a Nicole Oresme (pp. 285-290). Si segnala inoltre la presenza di un’utile e aggiornata bibliografia ragionata.

Il testo di Panti può essere lettura estremamente proficua per più categorie di lettori. Il musicologo troverà discussi noti teorici musicali e compositori (p. es. Johannes de Muris e Johannes Ciconia) in una prospettiva diversa da quella offerta nei testi di storia della musica o di storia delle teorie musicali, donde un arricchimento del proprio orizzonte concettuale. Lo studente universitario potrà usufruire di un aureo manuale per orientarsi nella selva delle teorie antiche e medievali sulla musica. Il docente di materie letterarie, storiche e filosofiche delle scuole superiori potrà a sua volta trovare utile materiale di riflessione in questa storia della filosofia della musica: una lettura attenta del manuale può infatti suggerire collegamenti tra discipline differenti e aprire nuove, interessanti prospettive su autori antichi che nei manuali scolastici – come nei manuali di storia della filosofia per i licei – vengono bensì trattati, ma di cui di rado si menzionano le riflessioni dedicate all’arte dei suoni.

Maria Semi

 

 

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Utima modifica: 03/11/2009
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