Thüring Bräm, Das Orchester als pädagogisches Instrument. 20 Jahre Junge Philharmonie Zentralschweiz (1987-2007), Luzern, Hochschule Luzern, 2007, 97 pp.
In questo volume il compositore e direttore d'orchestra svizzero Thüring Bräm - direttore di scuole di musica per trentadue anni - mette in luce in uno dei migliori modi possibili, ossia attraverso l'esempio, il circolo virtuoso in cui l'educazione musicale può venirsi a trovare qualora vi sia una perfetta integrazione tra 'conoscere' e 'fare'.
Il testo presenta la ventennale storia e attività della Filarmonica giovanile della Svizzera centrale, di stanza a Lucerna, di cui l'autore narra la genesi e ripercorre i fasti. La narrazione storica è integrata da testimonianze, nella forma di interviste o di brevi racconti, di ex-allievi e di quanti hanno contribuito a vario titolo a realizzare e promuovere le attività dell'Orchestra. Il contenuto del volumetto non si esaurisce tuttavia nell'intento celebrativo: l'esempio della Filarmonica giovanile serve infatti a Bräm per presentare la propria concezione del 'far musica' come forma di pedagogia musicale. A tale argomento sono dedicati due capitoli: 'La funzione dell'orchestra nell'istituto superiore di musica' (Musikhochschule) e 'Il far musica - pedagogia in azione', che riporta il testo di un intervento pronunciato da Bräm al convegno Educazione musicale e Formazione (Bologna, 12-14 maggio 2005), che il lettore può trovare anche in traduzione italiana nell'omonimo volume a cura di G. La Face Bianconi e F. Frabboni (Milano, FrancoAngeli, 2008, pp. 191-199).
La riflessione di Bräm si esercita in primo luogo su un'importante funzione formativa dell'Educazione musicale: la funzione linguistico-comunicativa (cfr. G. La Face Bianconi, Il cammino dell'Educazione musicale: vicoli chiusi e strade maestre, in Educazione musicale e Formazione, cit., pp. 13-25). L'autore si sofferma sui concetti di 'percezione', 'rappresentazione' ed 'espressione' come piani fondamentali per un'adeguata comprensione musicale e illustra come, attraverso l'istituzione dell'orchestra giovanile, egli abbia potuto lavorare in direzione di un pieno sviluppo di questi tre piani coordinati. Mediante lo studio guidato di esercizi tecnici in gruppo, l'azione diviene un mezzo per dirigere e strutturare la percezione musicale, in modo da trasformarla in una 'rappresentazione interiore'. La successiva esecuzione di brevi pezzi, connessi agli esercizi tecnici precedenti, permette poi agli allievi di trasformare la 'rappresentazione interiore' in 'espressione'. Per mezzo di tale esercizio, integrato con lo studio teorico di discipline come la Storia della musica e la Teoria della forme, l'allievo sviluppa abilità che lo mettono in grado di contestualizzare le opere, di comprenderne le caratteristiche, lo stile, di percepirne la struttura e persino di fornire una 'rappresentazione esteriore' in forma esecutiva del suo livello di comprensione dell'opera. La funzione cognitivo-culturale e quella linguistico-comunicativa si trovano così ad essere del tutto integrate. La scelta di Bräm di costituire un'orchestra sinfonica, e quindi di non focalizzare il proprio magistero pedagogico sulla dimensione solistica o cameristica del 'far musica', è inoltre motivata dalla profonda convinzione che l'esperienza orchestrale non abbia eguali nello sviluppo di modelli relazionali che promuovono la capacità dell'allievo di agire all'interno di una comunità. La pratica orchestrale insegna quando è il momento di ascoltare e quando di esprimersi, insegna quando stare in secondo piano e quando emergere, e in quali modi farlo: così essa si rivela un'ottima palestra per una vita 'reale' da condurre in seno ad una società complessa.
Maria Semi
Utima modifica: 03/11/2009
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