Jonathan Cott, Conversazioni con Glenn Gould, Torino, EDT, 2009 («Risonanze»), 120 pp.

Conversazioni con Glenn Gould nasce da una serie di telefonate, avvenute nel 1974, fra il pianista canadese, allora quarantaduennne e già celebre per un fenomenale talento e una personalità originale fino alla stravaganza, e lo scrittore, poeta e critico musicale americano Jonathan Cott. Sotto forma di interviste, le trascrizioni di quelle conversazioni apparvero in quello stesso anno sulla rivista musicale «Rolling Stone»; nel 1984, morto Gould, Cott le pubblicò in volume, aggiungendovi un’introduzione, una selezione di immagini, una lista del repertorio registrato, una dei programmi radiofonici e televisivi, e una filmografia. Dopo una prima fortunata traduzione italiana edita da UbuLibri nel 1991 e da tempo esaurita, il volumetto viene ora riproposto per i tipi di EDT in un’edizione riveduta e corredata di materiali aggiornati nella collana «Risonanze».

Nella breve introduzione Cott tratteggia efficacemente la figura di Gould e il contesto in cui nacquero le due interviste, il cui testo è riproposto nell’originaria forma dialogica in due parti.

La prima conversazione ruota attorno all’attività pianistica; sollecitato da domande chiare e stimolanti, Gould racconta come studia, come affronta difficoltà esecutive ed emotive nella preparazione di concerti; indugia su dettagli di sue interpretazioni allora già note e discute del proprio repertorio, ragionando in particolare su Bach (suo cavallo di battaglia, a proposito del quale commenta i cambiamenti interpretativi intervenuti nel corso del Novecento), Mozart (che Gould non ama), Orlando Gibbons, Richard Strauss.

La seconda conversazione verte soprattutto sui rapporti dell’artista con la tecnologia di trasmissione e riproduzione, muovendo dalle registrazioni discografiche (in particolare alcune realizzate con procedimenti allora innovativi e in voga, come la quadrifonia) ai programmi radiofonici realizzati dal pianista. Ma vi figura anche un brillante excursus, scaturito da un’esperienza di Gould come ascoltatore radio, ferocemente critico verso i Beatles, ai quali viene contrapposta laudatoriamente Petula Clark.

Concludono il volume un breve capitoletto riguardante un dissidio fra Gould e il direttore d’orchestra George Szell, e l’apparato informativo riveduto e aggiornato.

Dalle Conversazioni con Glenn Gould non emerge nulla di nuovo sul pianista canadese; molte delle riflessioni che vi si trovano compaiono in altri scritti, a volte anche in forma più completa e meglio argomentate: val la pena di ricordare almeno The Glenn Gould Reader curato da Tim Page, New York, Knopf, 1984, parzialmente disponibile in italiano in L’ala del turbine intelligente, Milano, Adelphi, 1988. Il pregio del volumetto sta piuttosto nella sua agilità e brevità. La stesura trasmette il tono rilassato delle conversazioni guidate con garbo e competenza da un intervistatore che ha saputo guadagnarsi il rispetto del pianista dall’intelletto brillante ma dal temperamento notoriamente difficile; le domande sono chiare e le risposte sintetiche. Gould spesso spiega il suo punto di vista riferendosi a episodi concreti, la cui efficacia comunicativa va ben oltre il semplice gusto per l’aneddoto.

La prima parte è ricca di spunti per l’educatore musicale: per quanto Gould faccia ovviamente caso a sé, le sue riflessioni sulla pratica dello studio, dell’esecuzione e dell’insegnamento toccano problemi quotidiani di ogni giovane strumentista. Tali riflessioni possono inoltre essere usate, in una didattica dell’ascolto, per portare l’attenzione dell’allievo su aspetti esecutivi ed interpretativi degli autori discussi da Gould.

La seconda conversazione può essere utile a chi voglia usare in àmbito didattico parte del ricco lascito di produzioni radiofoniche di Gould, ancor oggi inconsuete all’ascolto in virtù di uno sperimentalismo spinto, ma sempre sorretto dall’elevata competenza e da un’accuratezza che l’autore stesso definiva maniacale (le registrazioni di quei programmi sono in parte commercializzate su CD e agevolmente acquistabili online).

Gaia Varon
[06.IV.2010]

 

 

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Utima modifica: 13/04/2010
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