Convegno internazionale
Schiller-Fest
Perugia, 25-26 novembre 2009.
«La musica è parte integrante della cultura». Sembra questa un’affermazione ovvia, ma non ancora sufficientemente diffusa nell’àmbito della didattica e della ricerca. Per questo ci sembra particolarmente interessante il programma del convegno internazionale dedicato a Schiller, organizzato dal Dipartimento di Lingue e letterature dell’Università di Perugia in collaborazione con la Regione Umbria, il Comune di Perugia e l’Ambasciata della Repubblica Federale Tedesca (Roma) in occasione del CCL anniversario della nascita del grande drammaturgo tedesco. Nel convegno si sono alternate relazioni di eminenti studiosi italiani e stranieri che hanno toccato vari aspetti dell’opera di Schiller con approccio interdisciplinare e interventi musicali.
Schiller è l’autore dell’Inno alla gioia musicato da Beethoven e di altri testi rivestiti di note da uno o più compositori. Ma sono soprattutto i suoi drammi ad aver fortemente segnato la storia della musica, e in particolare del melodramma italiano dal Guglielmo Tell di Rossini alla Turandot di Puccini, passando per la Maria Stuarda di Donizetti e ben cinque opere di Verdi, Giovanna d’Arco, I masnadieri, Luisa Miller, Don Carlos e La forza del destino.
Le relazioni hanno affrontato problematiche degli originali schilleriani, ma anche riletture (vuoi letterarie vuoi musicali) di talune opere, ponendo in luce come il contenuto si adegui di volta in volta al mutato contesto culturale e alle diverse possibilità del teatro d’opera rispetto al teatro di prosa. Si è anche cercato d’individuare quel quid di “melodrammatico” insito nel teatro di Schiller che ne ha favorito una così ampia recezione nell’opera in musica. Tra i relatori Maria Carolina Foi (Università di Trieste), Susanne Kord (University College di Londra), Rita Svandrlik (Università di Firenze), Riccardo Morello (Università di Torino), Lesley Sharpe (Università di Exeter), Claudia Vitale (Università di Firenze), Michele Cometa (Università di Palermo), Wolfgang Riedel (Università di Würzburg) e infine, dell’Università di Perugia, Biancamaria Brumana, Riccardo Concetti, Hermann Dorowin, Emmanuela Meiwes, Claudia Schlicht, Leonardo Tofi, Jelena Reinhardt, Uta Treder.
Un concerto per voce e pianoforte (tenutosi la sera del 25 novembre all’Oratorio di S. Cecilia e introdotto da Biancamaria Brumana), ha offerto vari esempi del rapporto tra Schiller e la musica. Erano in programma dei Lieder di Schubert su testi di Schiller: Der Jüngling am Bache, Hoffnung, Das Geheimnis, An den Frühling; il ciclo di tre Lieder di Liszt tratti dal Guglielmo Tell: Der Fischerknabe, Der Hirt, Der Alpenjäger; ma anche passi di melodrammi tratti da Schiller: la drammatica aria di Elisabetta dalla Maria Stuarda di Donizetti «Ah quando all’ara sorgemi»; la famosissima Canzone del velo che la principessa Eboli canta nel Don Carlo di Verdi e, sempre dalla stessa opera, il coro di festa e la marcia funebre dal finale del terz’atto nella trascrizione per pianoforte di Liszt. Non mancavano, poi, pagine strumentali ispirate ai drammi schilleriani, come alcuni brani dalle Années de pèlerinage di Liszt che riconducono ancora al clima romantico della Svizzera e del Guglielmo Tell nella più stretta unione tra musica e letteratura: Chapelle de Guillaume Tell e Au bord d’une source. E, come brano di apertura, il Festmarsch composto da Meyerbeer a Parigi in occasione dei festeggiamenti schilleriani del 1859, nella trascrizione di Liszt. Un programma, in sostanza, che ha offerto una lettura musicale di Schiller filtrata soprattutto attraverso la versatile fantasia di Liszt, a dimostrazione di quanto ricca di suggerimenti per il futuro fosse stata l’opera del drammaturgo tedesco. Interpreti del concerto sono stati il mezzosoprano Milena Josipovic e il pianista Alessandro Roselletti.
Biancamaria Brumana
[06.IV.2010]
Utima modifica: 13/04/2010
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