XLV Convegno dell’International Committee for Musical Instrument Museums and Collections (CIMCIM) dell’International Council for Museums (ICOM), con sessioni congiunte di Galpin Society, American Musical Instrument Society e Historic Brass Society. Firenze, Roma, 6-12 settembre 2009.

Si è svolto tra Firenze e Roma il convegno annuale del Comitato Internazionale dei Musei e Collezioni di Strumenti Musicali (CIMCIM) dell’International Council of Museums (ICOM) con sessioni congiunte della Galpin Society, della American Musical Instrument Society e della Historic Brass Society (il programma completo della manifestazione si legge su www.cimcim2009.org.)

L’incontro, organizzato in occasione del cinquantesimo anniversario del CIMCIM, ha avuto per tema “Organological Heritage: situation and preservation” ed è stato organizzato dal Dipartimento di Scienze delle Arti e dello Spettacolo dell’Università di Firenze, dal Dipartimento degli Strumenti musicali della Galleria dell’Accademia di Firenze e dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia di Roma sotto la direzione scientifica di Annalisa Bini, Laura Bognetti, Renato Meucci e Gabriele Rossi Rognoni, affiancati dai Presidenti delle organizzazioni coinvolte.

Al convegno hanno partecipato oltre 150 delegati provenienti da musei, collezioni e università di ventinove Paesi europei, asiatici, africani e nordamericani, presentando quaranta relazioni relative alla conservazione e presentazione museale degli strumenti musicali. In particolare nelle sessioni fiorentine sono state affrontate le tematiche dei nuovi allestimenti museali e degli allestimenti innovativi nel campo degli strumenti musicali, delle nuove tecnologie al servizio della conservazione e restauro degli strumenti musicali e dei progetti di censimento nazionale del patrimonio organologico in corso. A queste sono seguite, a Roma, tre sessioni dedicate, invece, alla storia degli strumenti musicali.

Il programma prevedeva anche una ricca serie di concerti su strumenti antichi e copie di strumenti custoditi in musei, nonché visite a musei e collezioni private di strumenti musicali fiorentini e romani, che hanno permesso l’accesso a depositi e laboratori di restauro solitamente preclusi al pubblico. Il programma si è concluso, infine, con una post-conference<> di due giorni a Napoli, alla quale hanno partecipato circa trenta delegati.

La prima giornata, ospitata nella Tribuna del David della Galleria dell’Accademia, si è aperta con una sessione dedicata a “Nuovi allestimenti e sistemi innovativi di presentazione degli strumenti musicali”. La relazione inaugurale, affidata a Renato Meucci del Conservatorio di Novara, ha delineato la situazione attuale dei musei di strumenti musicali in Italia e trattato delle mostre e dei nuovi allestimenti promossi negli ultimi anni dai principali tra questi: in particolare i musei di Firenze, Roma, Bologna e Milano.

Ad essa sono seguite le relazioni di Thierry Maniguet, curatore del Musée de la Musique di Parigi, e di Darryl Martin dell’Università di Edimburgo, relative al riallestimento della sezione di strumenti del Novecento inaugurata a Parigi pochi mesi or sono nonché alle soluzioni espositive recentemente adottate per far fronte alla difficile situazione dell’importante collezione universitaria scozzese, che storicamente si trova divisa in due sedi separate. I successivi interventi, di Alfons Huber (Kunsthistorisches Museum, Vienna), Frank Bär (Germanisches Nationalmuseum, Norimberga) e Begü Gün (Koç University, Istambul) hanno discusso metodologie innovative di climatizzazione eco-sostenibile dei musei, la musealizzazione dei laboratori di costruttori di strumenti musicali, e un progetto, ancora in via di realizzazione, del primo museo di strumenti musicali in Turchia.

La sessione si è conclusa con un concerto della cembalista ucraina Ella Sevskaja, che ha eseguito musiche di Haydn, J.S. Bach e C.Ph.E. Bach su un clavicembalo inglese costruito a Londra da Thomas Culliford per la ditta Longman & Broderip nel 1785 e dotato di un complesso meccanismo per renderlo “espressivo”, in grado cioè di produrre gradazioni nell’intensità del suono come avviene per il pianoforte. Lo strumento, che appartiene alla collezione del Conservatorio “Luigi Cherubini” di Firenze, è stato restaurato nel 2009 da Tony Chinnery e Kerstin Schwarz, che lo hanno rimesso in efficienza dopo quasi due secoli di inattività.

La sessione del pomeriggio è stata dedicata alle nuove metodologie d’indagine finalizzate alla conservazione e al restauro degli strumenti musicali: la relazione d’apertura, affidata a Marco Fioravanti (Università di Firenze), esperto di manufatti storico-artistici lignei, ha presentato i risultati di alcune ricerche in corso che coinvolgono l’Università di Firenze, il Dipartimento degli Strumenti musicali della Galleria dell’Accademia e il Comune di Genova, e che puntano a monitorare le reazioni del violino “Il Cannone” (Giuseppe Guarneri del Gesù, 1743, appartenuto a Nicolò Paganini) alle complesse sollecitazioni cui è sottoposto durante concerti, viaggi, mostre, e anche durante l’esposizione al pubblico in teca: e ciò nell’intento di creare un modello del degrado dello strumento ai fini della sua sua miglior conservazione. Stéphane Vaiedelich, responsabile dei laboratori di ricerca della Cité de la Musique di Parigi, ha poi illustrato i metodi messi a punto e i risultati conseguiti nei dieci anni di vita dei laboratori stessi. Susana Caldeira ha descritto le novità nel campo delle politiche conservative e di restauro introdotte da quando è stata assunta come restauratore nel Dipartimento degli Strumenti musicali del Metropolitan Museum di New York. Beatrix Darmstädter, curatrice della collezione di strumenti musicali del Kunsthistorisches Museum di Vienna, ha descritto il ricorso alla tomografia computerizzata per la misurazione e l’analisi acustica dei cornetti rinascimentali, mentre Martin Kirnbauer, curatore della civica collezione di strumenti musicali di Basilea, ha delineato i risultati dell’utilizzo di bombardamenti di neutroni per la documentazione degli strumenti d’ottone.

Dopo una visita alla collezione di strumenti musicali e ai depositi, la giornata si è conclusa con un concerto del cembalista Francesco Cera, ancora nella Tribuna del David, su tre copie di strumenti di Bartolomeo Cristofori, inventore del pianoforte, realizzate da Kerstin Schwarz tra il 2001 e il 2009: una spinetta ovale copia di quella realizzata nel 1690 per la corte medicea (Galleria dell’Accademia), un pianoforte copia di quello costruito da Cristofori nel 1726 (ora a Lipsia), e un clavicembalo costruito interamente in ebano e avorio, copia dello strumento realizzato negli ultimi anni del ’600 per il granprincipe Ferdinando de’ Medici (la copia è stata inaugurata in questa occasione).

La giornata successiva è stata ospitata nell’Aula Magna dell’Università di Firenze e si è aperta con una sessione dedicata ai progetti di schedatura e censimento di strumenti musicali: la relazione di apertura, affidata all’estensore di queste righe, ha presentato il risultato di un progetto finanziato dall’International Council of Museums e consistente in un database internazionale disponibile on line e contenente i dati relativi a più di 15'000 collezioni in tutto il mondo (http://www.cimcim2009.org/cimcim). Le relazioni di Patrice Verrier (Cité de la Musique, Parigi) e Patricia Lopes Bastos (Università di Lisbona) hanno illustrato altrettanti progetti nazionali in corso in Francia e in Portogallo. La mattinata si è chiusa col concerto del soprano Laura Polverelli, che ha eseguito arie di Händel accompagnata da Antonello Palazzolo sulla copia del pianoforte Cristofori del 1726. Il pomeriggio è stato occupato da poster dedicati a vari aspetti della conservazione, musealizzazione e valorizzazione degli strumenti musicali e presentati da Paola Carlomagno (Conservatorio “Verdi”, Milano), Giorgio Spugnesi (Giovanni Ciuffreda Music Studies Centre, Viareggio), Cristina Ghirardini, Guido Raschieri e Dino Tron (Civico Museo del Paesaggio sonoro di Riva presso Chieri), Heike Fricke (Berlino), Maria Virginia Rolfo (Firenze), Monica Nanescu (Museo Nazionale, Romania), Giovanni Paolo Di Stefano (Università degli Studi di Palermo). Ha concluso i lavori il concerto di Donatella Mitolo e Valentina Giusti con musiche composte per la corte del granprincipe Ferdinando – molte in prima esecuzione moderna – recentemente recuperate nell’àmbito di un progetto di ricerca condotto dalla stessa Mitolo. Un ulteriore concerto della pianista Ju Jin su pianoforti storici (Anton Walter e Johann Schantz) è stato offerto dall’Accademia Bartolomeo Cristofori, che ha anche permesso la visita alla propria collezione e al Laboratorio di Restauro del Fortepiano, lì ospitato, a cura di Donatella Degiampietro, Antonella Conti e Barbara Mingazzini.

Le successive due giornate, svoltesi a Roma, sono state ospitate dall’Accademia nazionale di Santa Cecilia nell’Auditorium Parco della Musica. Accanto alle sessioni storiche, i partecipanti hanno avuto accesso alle sale e ai depositi del Museo nazionale degli Strumenti musicali di Piazza S. Croce in Gerusalemme, riordinati e reinventariati per l’occasione durante la precedente estate, e alla collezione vaticana di strumenti musicali nei depositi del Museo Missionario Etnologico.

Il programma ufficiale del convegno si è concluso con un concerto dell’orchestra e coro dell’Accademia di Santa Cecilia diretti da Lorin Maazel che, ricorrendo l’ottavo anniversario dell’attentato alle Torri Gemelle, hanno eseguito la Nona di Beethoven.

Gabriele Rossi Rognoni
[06.IV.2010]

 

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Utima modifica: 13/04/2010
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