Presentazione di Silvia Cancedda
Con il Decreto del Ministro dell’istruzione e del merito 9 dicembre 2025, n. 221, a decorrere dall’anno scolastico 2026/2027 entrano in vigore le nuove Indicazioni nazionali per la Scuola dell’infanzia e il Primo ciclo di istruzione. Il documento, disponibile sul sito del MIM e parte integrante del Decreto, si suddivide in due sezioni: una prima che riporta il testo del Decreto, con i riferimenti normativi e il regolamento, suddiviso in cinque articoli, e una seconda che contiene il testo delle Indicazioni nazionali, articolato a sua volta in più parti.
Si inizia con una premessa, nella quale vengono esplicitati i principii che sono alla base del documento, dai quali traspare l’importanza attribuita alla consapevolezza della propria identità storica e culturale, una prospettiva storica che si invita a estendere tanto all’ambito umanistico, come emerge ad esempio dalle Indicazioni di Latino e Storia (sensibilmente modificate, sia nell’impostazione, sia nell’articolazione di obiettivi e contenuti), quanto a quello scientifico, come si evince dalla presentazione dell’area STEM.
Molta rilevanza viene data alla collaborazione tra scuola, famiglia e agenzie del territorio. Viene inoltre rimarcato il ruolo centrale del docente, definito ‘Magister’, al fine di metterne in risalto l’autorevolezza e il ruolo di guida, colui che insieme alla scuola promuove lo sviluppo integrale della persona e dei suoi “talenti”, laddove per talento si intende “l’espressione attiva e situata delle potenzialità del soggetto non riducibile a una dote innata, ma strettamente connesso alla sua capacità di mettere in gioco risorse cognitive, affettive e creative in risposta alle opportunità offerte dall’ambiente” (p. 21), questo anche in ottica inclusiva e di lotta alla dispersione scolastica.
La premessa si sofferma a lungo sulla promozione di una cultura del rispetto (rispetto per il prossimo e rispetto delle regole), attraverso la quale pervenire all’assimilazione del concetto di libertà, intesa non solo come “autodeterminazione individuale”, ma anche come senso di responsabilità, ovvero come “costruzione collettiva che si sviluppa nel dialogo e nel rispetto delle diversità, culturali, linguistiche, cognitive ed emotive presenti nella comunità scolastica” (p. 22). La scuola diventa dunque il luogo in cui “avviare un profondo lavoro educativo e preventivo” (p. 23) che promuova sentimenti come fiducia, empatia relazionale e affettiva e che sia trasversale alle discipline.
Ampio spazio è dedicato alle nuove tecnologie (e di riflesso alla tutela del pianeta e alla riflessione sulla gestione/ridistribuzione delle risorse) e all’intelligenza artificiale, da ripensare con quel senso critico necessario a muoversi in un universo sempre più dominato da una tecnologia in continua espansione, “orientandone l’uso alla luce di chiari principi etici e pedagogici” (p. 24), anche in considerazione dei rischi che si annidano in rete (cyberbullismo, adescamenti) e dei possibili danni neurologici e psichici connessi agli abusi di tali strumenti (dipendenze, problemi di attenzione). Per quel che riguarda nello specifico l’IA, nel testo si afferma che “le Indicazioni propongono una strategia abilitante sull’IA” per cui essa non si configura come una “semplice assistenza tecnica alla didattica, ma un’integrazione critica consapevole e orientata alla trasformazione, guidata dalla competenza esperta degli insegnanti.” (p. 25)
Viene poi messa in evidenza l’importanza della scrittura, che, oltre rappresentare uno strumento di apprendimento trasversale, viene definita anche un mezzo per conoscere sé stessi. A tale riguardo viene sottolineata l’importanza della scrittura manuale e del corsivo, in quanto “agevola lo sviluppo della coordinazione oculo-manuale, allontana i bambini dagli schermi e permette di tutelare gli spazi vitali dell’esperienza concreta, ingrediente necessario per affinare pensiero e ragionamento.” (p. 25)
A conclusione della premessa vengono affrontati i temi dell’inclusione, dell’internazionalizzazione (da realizzarsi sia con esperienze di gemellaggio e partenariato che attivino il confronto tra realtà scolastiche, sia col supporto di metodi innovativi come il CLIL) e dell’educazione finanziaria: questa, pur essendo parte dell’insegnamento dell’educazione civica, può rappresentare un arricchimento per discipline come la matematica, attraverso collegamenti con l’attualità e spunti pratici.
Prima di addentrarsi nelle Indicazioni dei singoli ordini di scuola – suddivisi tra Scuola dell’Infanzia e Scuole del primo ciclo di istruzione – il documento ne chiarisce le finalità, affermando che “Per garantire a tutti pari condizioni di accesso all’istruzione […] lo Stato stabilisce le norme generali a cui devono attenersi tutte le scuole”, fissando a tale riguardo “il Profilo dello studente, gli obiettivi generali del processo formativo, gli obiettivi specifici di apprendimento e le relative competenze attese degli allievi per ciascun campo di esperienza e disciplina unitamente a suggerimenti riferiti alle conoscenze.” (p. 29) Seguono la declinazione delle competenze in uscita (Profilo dello studente) e degli obiettivi generali, che assumono come quadro di riferimento le competenze-chiave per l’apprendimento permanente, definite dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell’Unione europea, nella versione del 2023.
Dopo alcune riflessioni sulla valutazione e sull’organizzazione del curricolo di scuola, si passa all’esplicitazione delle Indicazioni, suddivise in campi di esperienza per la Scuola dell’infanzia, e in discipline per il Primo ciclo di istruzione. Nella Scuola dell’Infanzia ogni campo di esperienza è preceduto dalle finalità e seguito da competenze attese e obiettivi specifici; nel Primo ciclo, ogni disciplina è preceduta da un cappello introduttivo ‘Perché si studia …” (italiano, storia …), seguito, per ogni ordine di scuola, da competenze in uscita, obiettivi specifici (al termine del triennio, per la scuola Secondaria di I grado, e al termine della classe III e della classe V per la scuola Primaria) e conoscenze.
Tra le novità spicca l’introduzione del Latino alla Scuola secondaria di primo grado (LEL, Latino per l’educazione linguistica). Esso viene inserito negli ultimi due anni in modo opzionale o curricolare, allo scopo di consolidare “la consapevolezza della relazione storica che lega la lingua italiana a quella latina” (p. 80). Attraverso il LEL, si mira a “rafforzare la conoscenza del lessico delle lingue oggetto di studio e in particolare della lingua italiana […] e a preparare gi studenti a una migliore conoscenza della grammatica e della sintassi della lingua italiana.” (pp. 80-81)
Altro elemento di novità riguarda le discipline di matematica, scienze e tecnologia, le quali, pur mantenendo conoscenze, competenze attese e obiettivi specifici autonomi, vengono raggruppate in una macroarea chiamata “Educazione integrata matematico-scientifica-tecnologica (STEM)”. Nel documento si sostiene che un “approccio integrato e interdisciplinare” che “metta in relazione matematica, scienze, tecnologia, arte e discipline umanistiche” (p. 113), rappresenta “una risorsa strategica per perseguire l’obiettivo di formare cittadini in grado di leggere e orientarsi nella complessità e di progettare il futuro” (p. 113). L’insegnamento dell’informatica viene introdotto fin dalla scuola primaria, per “fornire agli alunni le competenze necessarie per operare in un mondo sempre più digitale”, al fine di condurre anche i più piccoli a “un utilizzo sicuro e responsabile della relativa tecnologia, come consigliato dalla Raccomandazione C/2024/1030 del Consiglio dell’Unione Europea del novembre 2023.” (p.116)
Si rileva infine la separazione delle discipline di Lingua inglese e Seconda lingua comunitaria (per la quale vengono indicati approfondimenti socio-culturali relativi alle diverse lingue), e lo scorporamento dello Strumento musicale da Musica, come indicato nell’Art. 2, comma 5 del Decreto: “A decorrere dall’anno scolastico 2026/2027, per i percorsi ad indirizzo musicale nella scuola secondaria di primo grado, si applica a partire dalle classi prime la sezione delle Indicazioni nazionali relativa all’insegnamento dello strumento musicale” (p, 6). Per lo Strumento musicale vengono dunque predisposte conoscenze e competenze in uscita individuali, insieme ad obiettivi specifici classificati anche per tipologie di strumento (come da modifica D.I. 01/07/2022 n. 176, allegato A).
Le nuove Indicazioni si caratterizzano dunque per una certa prescrittività “quanto alla definizione delle competenze attese, degli obiettivi generali del processo formativo e degli obiettivi specifici di apprendimento” (p. 49). In questo contesto “Ogni istituzione scolastica predispone il curricolo verticale di istituto all’interno del Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF) con riferimento al profilo dello studente al termine del primo ciclo di istruzione, agli obiettivi generali del processo formativo, agli obiettivi specifici di apprendimento e alle competenze attese, specificati per ogni disciplina”, pur nel rispetto “delle autonomie delle scuole e dei raccordi possibili con i rispettivi territori.” (p. 48)
Come stabilito nell’Art. 1, comma 2 del Decreto, le Indicazioni verranno adottate “a partire dalle classi prime della scuola primaria e secondaria di primo grado, procedendo in prima attuazione e con gradualità alla rielaborazione del curricolo d’istituto.” (p. 6)
