Ventiduesimo Colloquio di Musicologia
del «Saggiatore musicale»

Bologna, 23-25 novembre 2018

 

Abstracts

Angelo Pinto (Milton Keynes)
«Die Feder ist zur Hand»: l’‘incompiutezza scrittoriale’ della Decima di Mahler

Fin da quando Theodor W. Adorno pubblicò Mahler. Eine musikalische Physiognomik (1960), è diventato comune discutere della musica di Gustav Mahler in termini narratologici. Tuttavia, in questo campo sembra non esservi stata sufficiente attenzione a una dimensione di studio della narratività nel processo compositivo, in linea con quell’orientamento di studi testuali chiamato ‘critica genetica’. Nell’ambito della teoria letteraria, invece, il saggio di Lars Bernaerts e Dirk Van Hulle (2013), per esempio, invoca quest’approccio per dar conto degli enigmi interpretativi di opere letterarie moderniste la cui frammentazione narrativa suggerisce una natura di work in progress.

Tale direzione di studio sembra particolarmente adatta alla musica di Mahler. La letteratura sul compositore, infatti, ci fa pensare che le sue sinfonie, perfino se completate e pubblicate, considerati i loro incessanti rimaneggiamenti, siano works in progress, intrinsecamente incompiute, proprio come le opere prese in esame dall’orientamento di studi letterari sopra menzionato. Sembra prestarsi in particolare a questo tipo di analisi la Decima Sinfonia, non tanto perché il suo processo compositivo non fu mai portato a termine, quanto invece perché il suo manoscritto include probabilmente il più grande numero di pagine sopravvissute di una sinfonia del compositore boemo. Ciò quindi permette una ricostruzione nel processo compositivo di una possibile relazione tra struttura narrativa ed ermeneutica.

Sulla base di questo contesto, la mia relazione si chiede pertanto come questa composizione, nella dimensione del suo processo compositivo, possa essere paragonata a una narrazione, dal punto di vista sia strutturale sia ermeneutico. Per trovare la risposta a questa domanda definisco dapprima i concetti di ‘narratività musicale’ e ‘narrativizzazione’ – nella prospettiva semiotica di Umberto Eco (1990, pp. 110-113) e di Vera Micznik (2002). Quindi applico ad alcuni passaggi-chiave della sinfonia il mio approccio analitico-ermeneutico in tre fasi: l’analisi narratologica della versione finale (o dell’ultima realizzata dall’autore), l’analisi narratologica delle varianti del processo compositivo e l’individuazione dell’‘intenzione narrativa’ dell’autore. In questo modo il mio approccio narratologico-musicale si distingue da quelli correnti, limitati alla versione finale del lavoro preso in esame, proprio per la sua applicazione ‘genetica’, particolarmente utile per rilevare aspetti altrimenti non visibili della frammentazione discorsiva simil-narrativa mahleriana.

Ed infatti l’analisi di questi passaggi, grazie anche al supporto delle lettere del compositore, rivela le evidenze, fin qui inedite, della sua intenzione meta-referenziale di rappresentare nella sinfonia il processo compositivo che l’ha generata. Il tentativo di narrare in musica si manifesta così in un gesto di ‘incompiutezza scrittoriale’ ardito ed anticipatore di sviluppi successivi della storia culturale novecentesca.