Ventiduesimo Colloquio di Musicologia
del «Saggiatore musicale»

Bologna, 23-25 novembre 2018

 

Abstracts

Antonella Coppi (Bolzano)
La musica nel gesto: dalla chironomia alla “coromanologia” come comunicazione musicale e dei sensi

L’espressione gestuale in musica si identifica con due approcci distinti: quello accademico – con cui il direttore di coro e d’orchestra guidano il gruppo utilizzando una gestualità precostruita, standardizzata e decodificabile da tutte le “culture” di musicisti – e il gesto “libero”, individuale, personale, chiamato chironomia, che comunica elementi specifici della musica attraverso la personale interpretazione e comunicazione gesto-psico-motoria del direttore, comprensibile e decodificabile dal gruppo con il quale il direttore si pone in relazione comunicativa (Bruni, 1976; Kurt, 1998).

Attualmente, sotto il profilo della ricerca, la multiformità di una materia ancora così palpitante come la direzione di coro, passa attraverso il contributo di compositori, studiosi, critici esecutori e pubblico, offrendo un’occasione di sviluppo e di riflessione, di incontro e chiarificazione, sempre aggiornati.

Lo studio prettamente estetico e lessicale delle più recenti esperienze di direzione corale si identifica oggi con i nuovi “respiri” e movimenti ideologicamente e tecnicamente più indicativi della nuova coralità, legata all’ambito della teatralità, della performance e delle esperienze corali educativo-musicali e di amatorialità (Korn, 1994; Basso, 2000).

In questo contesto la comunicatività del “gesto”, connesso alla comunicazione non verbale e alla espressività corporea, si va identificando a seconda dell’influenza ricevuta dalla cultura, dal contesto, dal tempo e dalla funzione in cui esso viene espresso (Moses, Demaree, Ohmes, 2004).   

Tale orientamento è tutt’altro che nuovo. Sin dall’antichità il gesto della conduzione musicale si connetteva spesso con l’espressione notazionale e con il gesto musicale, assumendo ruoli irrinunciabili che possiamo ben riscontrare ancora oggi nelle testimonianze iconografiche antiche di chiese e monasteri, dove non di rado si possono ben distinguere cantori che assumono posizioni differenti delle mani, al fine di rammentare al coro e al direttore le linee gregoriane di uno specifico canto (Toubert, 2001, et al. 2010).

Trasferendo ad oggi il tema della chironomia, si vanno identificando nuovi modelli e nuove strategie di conduzione musicale “alternative” assai complesse e ricche di dettagli espressivi: tra queste spicca la coromanologia, ideata in Venezuela ed ormai diffusa in tutto il mondo, ma di cui ancora poco è stato dato alle stampe, che si struttura come guida di specifici gruppi vocali anche con necessità “speciali” (Skliar, 2005, Gomez, Garcia, 2017). Il presente contributo illustra, anche attraverso una prima comparazione storico-musicologica, lo stato dell’arte di tale pratica, la sua diffusione e le linee guida che la contraddistinguono: attualmente è oggetto di ricerca e sperimentazione anche nei contesti educativi e delle scienze della formazione.