Donatella Righini

Fin dalle origini la radio è apparsa come il primo vero mezzo di comunicazione di massa che avrebbe potuto incidere sulla percezione stessa della musica. Alcuni compositori si posero alla ricerca di una “scrittura musicale radiofonica”, mentre la riflessione filosofico-estetica indagava il rapporto “speciale” che intercorre fra musica e radio. Theodor W. Adorno, nel saggio sull’Impiego musicale della radio (ed. it. nella raccolta Il fido maestro sostituto, Torino, Einaudi, 1969, pp. 245-284), si spinge fino a proporre dei suggerimenti circa la selezione delle musiche da veicolare via radio: il genere di esecuzione musicale più adeguato alle «condizioni sociali e acustiche del mezzo radiofonico è la musica da camera a partire dal classicismo di Vienna, … una musica che per propria struttura si adegua a una recezione che avviene all’interno dell’abitazione privata» (p. 275). A detta di Adorno, era preferibile creare composizioni musicali che tenessero conto delle potenzialità del medium, giocare con le diverse registrazioni di uno stesso brano per scegliere, sottolineare, sperimentare e rendere “attivo” il ruolo dell’ascoltatore, inducendo «chi ascolta a capire».

Oggi la radio è percepita in primis come mezzo di svago, e solo secondariamente come mezzo d’informazione. La cultura occupa un posto del tutto marginale nelle trasmissioni radiofoniche; in generale, alla sua programmazione provvede la radio pubblica e solo raramente le emittenti private. Tuttavia la proposta culturale varia a seconda dei Paesi, soprattutto per quel che riguarda la musica.

L’Europa

Abbiamo preso in considerazione i Paesi dove il servizio radiofonico destinato alla musica classica ha un certo rilievo, in particolare la Gran Bretagna, la Francia e la Germania.

In Gran Bretagna la BBC, emittente pubblica, dispone di quattro reti radiofoniche nazionali e 44 locali. C’è però anche Classic FM, una radio privata di musica classica, alternativa al canale pubblico di sola musica d’arte, seguita da vasti settori della cittadinanza sia in modulazione di frequenza sia attraverso Internet.

La Francia gestisce cinque canali nazionali e 47 servizi locali. Una delle emittenti pubbliche, France Musique, trasmette solo musica classica, ma la più seguita è l’emittente privata Radio Classique, attiva dal 1982; all’interno della programmazione compaiono dei notiziari di economia. La Germania ha una situazione che si può considerare ideale: in ciascun Land è presente un canale radiofonico pubblico di classica, con un’orchestra da camera, e tali istituzioni promuovono in proprio festival di risonanza internazionale, in collaborazione con accademie e conservatorii.

Queste tre esperienze dimostrano che la musica classica può essere diffusa con successo in radio. Non solo. Emittenti private come Classic FM e Radio Classique hanno condotto nel tempo indagini di marketing, diversificando gli ascolti per fasce di utenza e realizzando programmi di approfondimento musicale e di educazione all’ascolto.

L’Italia

Anche in Italia esiste un’offerta radiofonica di musica d’arte, ma è molto circoscritta e limitata. Non esiste un canale pubblico che trasmetta solo musica classica. C’è però Radio3, canale della radio di Stato deputato alla trasmissione di programmi culturali; in essi la musica d’arte occupa un piccolo posto, ma di qualità, in particolare nelle seguenti trasmissioni:

  • Radio3 Suite (a cura di Monica Nonno e Stefano Roffi), che trasmette i concerti di qualità dei teatri italiani e dei maggiori festivals del mondo;
  • Opera, appuntamento settimanale con il melodramma;
  • I concerti del mattino, eseguiti dalle più importanti orchestre italiane;
  • I concerti del Quirinale, in diretta dalla Cappella Paolina del palazzo del Quirinale a Roma ogni domenica mattina;
  • Domenica in concerto;
  • Esercizi di memoria, trasmissione a cura di Lorenzo Chiera basata su reperti radiofonici di musica d’arte tratti dall’archivio della radio di Stato;
  • La Barcaccia (condotta da Enrico Stinchelli e Michele Suozzo), che dal 1988 si occupa di critica musicale – in particolare operistica – in modo scanzonato ma efficacemente divulgativo;
  • Il Terzo anello musica (a cura di Domenico Cosentino), costituito da spazi musicali della durata di mezz’ora proposti nell’arco della giornata, su temi settimanali.

Nel settore privato due emittenti in particolare trasmettono musica classica. Una di queste è il network milanese RadioClassica, che più precisamente trasmette anche musica d’arte. Essa lavora con le redazioni di CFN/CNBC e MF/Milano Finanza, mettendo in onda un palinsesto composto di musica classica e informazione economica. Nel fine settimana vengono trasmessi cinque radiogiornali quotidiani e una serie di approfondimenti, diffusi sul territorio nazionale dalle radio locali che hanno aderito al progetto Milano Finanza – Classica: la si ascolta nelle maggiori città italiane, da Milano a Roma, da Firenze a Palermo. Il palinsesto giornaliero di RadioClassica è strettamente legato alle esigenze degli utenti, uomini d’affari e d’impresa, e imita in questo il modello francese di Radio Classique. Manca una vera e propria programmazione musicale studiata a tavolino: gli intermezzi di musica classica hanno piuttosto lo scopo di accompagnare l’attività lavorativa, rilassare, favorire la concentrazione, creare un’alternativa ai ritmi proposti dalle altre radio. In altre parole, la musica classica è intesa alla stregua di un sottofondo.

In Italia una sola radio trasmette musica lirica e sinfonica 24 ore su 24. Si tratta di Rete Toscana Classica, che ha sede a Prato ed è diretta dal musicologo Alberto Batisti col suo assistente Luca Berni. L’emittente, nata nel luglio 2002, sopravvive e cresce grazie a finanziamenti erogati dalla Giunta regionale e, in piccola parte, grazie al contributo degli abbonati e degli sponsor. Questa emittente è sorta dalle ceneri di un’altra radio, completamente privata, Radio Montebeni, infine oscurata per mancanza di fondi nel 2001. Rete Toscana Classica, come l’emittente che l’ha preceduta, ha avvicinato all’ascolto della musica d’arte molte persone che altrimenti non sarebbero entrate in contatto con essa: molti di questi “ascoltatori per caso” hanno poi preso parte agli spettacoli musicali organizzati dalla Regione, che rappresentano l’ultimo anello della filiera di produzione musicale. Da un colloquio con il responsabile della programmazione, Luca Berni, l’attività di RTC si può riassumere così:

  • RTC offre due tipi di programmi: rubriche mensili e trasmissioni tematiche; diffonde inoltre in diretta i concerti della Camerata strumentale “Città di Prato” e di altre istituzioni che ne facciano richiesta;
  • i palinsesti sono divisi tra Alberto Batisti e Luca Berni: si programma dalle 6 del mattino alle 24, mentre da mezzanotte alle 6 viene trasmessa una programmazione solo musicale selezionata mediante computer tra i brani proposti il giorno prima;
  • tutta la programmazione dalle 6 alle 24 è pubblicata su un bollettino cartaceo;
  • la programmazione può essere seguita sul sito web della radio (www.retetoscanaclassica.it).

Batisti e Berni considerano la radio «uno strumento culturale a largo raggio», quindi diffondono «musica colta senza barriere cronologiche, stando molto attenti alla qualità delle esecuzioni: esecuzioni sempre integrali e mai di singoli movimenti». Il 5 giugno 2007, a Bergamo, Rete Toscana Classica ha ricevuto il Premio della Critica Musicale “Franco Abbiati”, XXVI edizione, Stagione 2005/2006 (Premio Filippo Siebaneck).

Un’esperienza mista

Dal 2004 ho avuto modo di seguire un’iniziativa destinata ai giovani, promossa dal Comitato per l’Educazione all’ascolto della Musica classica e contemporanea costituitosi all’interno del gruppo WOW (Women on Work onlus), che si prefigge di divulgare fra i giovani appunto la musica d’arte, e in particolar modo quella contemporanea. Su alcuni networks privati toscani che hanno un target giovanile (come Radio Network, Radio Blue e altre) vengono mandate in onda registrazioni dal vivo delle stagioni concertistiche del Lyceum Club Internazionale di Firenze. I format realizzati vengono mandati in tre cicli di trasmissioni diffuse da emittenti regionali per il progetto “Educazione all’ascolto della Musica classica e contemporanea – Musica e musicisti del nostro tempo a Firenze”, per diffondere la conoscenza di compositori contemporanei e di giovani interpreti accomunati da forti legami con Firenze.

Questi brani vengono brevemente presentati dai conduttori delle trasmissioni in palinsesto, speakers che i giovani ascoltatori seguono con simpatia da anni. L’iniziativa è resa possibile grazie al sostegno dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze e ha avuto un riconoscimento di validità per la diffusione del patrimonio culturale locale. A noi preme segnalare la particolarità dell’idea di utilizzare la radio giovanile per avvicinarne gli ascoltatori alla musica d’arte, in un percorso alternativo di sicuro più arduo rispetto all’attività di una radio destinata solo alla musica classica.