Gli immortali per i bebé

C’è un modo per proporre ai bambini molto piccoli, diciamo dai sei mesi in avanti, un ascolto adatto e accattivante degli immortali della musica d’arte? Ci ha pensato, dal 2016, Gallucci editore, che in Italia pubblica una collana di libri sonori di Emilie Collet, con disegni di Séverine Cordier. La collana è nata in Francia per le edizioni Gründ Jeunesse, nella collezione Mes premiers livres sonores. I vari libri sono dedicati a Bach, Händel, Vivaldi, Mozart, Beethoven, Chopin, Verdi, Saint-Saëns, Čajkovski, Satie, agli strumenti musicali classici, alle danze, alle arie d’opera (di Mozart, Rossini, Verdi, Bizet), alle ninne nanne dei grandi compositori (Chopin, Debussy, Schumann, Fauré, Offenbach). Ci sono anche libri sulle arie classiche di Natale e sulle prime canzoni dal mondo. 

La collana abbraccia perciò tanta musica dal Sei-Settecento ad oggi. I libri sono di cartone spesso con gli angoli arrotondati, che permettono ai bambini la prensilità senza rischi di taglio nel girare le pagine. Le melodie s’avviano quando il bambino sfiora un bottone situato sia sulla copertina (ove è posta la “cifra melodica” del compositore: un segmento della Primavera per Vivaldi, o di Per Elisa per Beethoven, e così via), sia all’interno del libro, ogni due pagine, ed è da cercare tra i disegni. Il meccanismo di sfioramento per avviare la musica, i disegni molto belli a colori vivaci — che ritraggono personaggi di fattezze umane o animali, intenti per lo più a suonare, a ballare o ad ascoltare musica – rendono i volumetti adatti non solo ai piccoli di un anno, età consigliata sul retro dei libri, ma anche a quelli ancora più piccoli.

Ciascun volume presenta sei melodie. La scelta si è basata sulla loro fruibilità, ossia bellezza e cantabilità che le hanno affermate fra le più celebri. Nondimeno, dal totale delle scelte per il libriccino si evince l’idea chiara di un percorso educativo. Alcuni esempi. Per Bach vi è un itinerario timbrico che propone diversi strumenti: le melodie sono il Preludio dalla Suite n. 1 per violoncello, il Preludio n. 1 dal vol. I del Clavicembalo ben temperato per questo strumento, la Badinerie dalla Suite n. 2 per flauto e orchestra, e così via. Il volume su Mozart presenta invece la varietà dei generi toccati dal compositore: ecco i temi pianistici di Ah vous dirai-je maman e della Marcia turca, quelli orchestrali della Eine kleine Nachtmusik e dei campanelli magici dalla Zauberflöte, e altri. Più importante di tutto è rilevare che le melodie sono state scelte in funzione della possibilità di segmentarne i primi 15-20’’ mantenendone però il senso compiuto. Pochi secondi sul piano cronologico non sono nulla, ma riempiti di musica d’arte determinano un’esperienza di significato e di valore eccezionale. Gli immortali si stagliano così nella memoria dei bebé con gioia e naturalezza.

Un’ultima nota: i brevissimi testi e i disegni che accompagnano ogni melodia ne descrivono e rappresentano una sola caratteristica. Un buon esempio di essenzializzazione. La caratteristica è sovente quella ritmicomotoria, adatta a essere cólta dai piccolissimi (es.: la succitata Suite per vcl. di Bach raffigura due bambini sull’altalena, disegno che fa cogliere visivamente il movimento ondeggiante degli arpeggi spezzati eseguiti dal violoncello con le sue ampie arcate melodiche). Ciò è assai utile per comprendere quella melodia e per sviluppare l’ascolto attento.

La collana costituisce un buon esempio di educazione all’ascolto della musica d’arte, forse ad oggi l’unico per la fascia d’età menzionata, da proporre sia alle famiglie sia nei nidi d’infanzia.

Carla Cuomo

Ricercatore confermato

Università di Bologna – Dipartimento delle Arti

Gli immortali per i bebé

Gli immortali per i bebé

C’è un modo per proporre ai bambini molto piccoli, diciamo dai sei mesi in avanti, un ascolto adatto e accattivante degli immortali della musica d’arte? Ci ha pensato, dal 2016, Gallucci editore, che in Italia pubblica una collana di libri sonori di Emilie Collet, con disegni di Séverine Cordier. La collana è nata in Francia per le edizioni Gründ Jeunesse, nella collezione Mes premiers livres sonores. I vari libri sono dedicati a Bach, Händel, Vivaldi, Mozart, Beethoven, Chopin, Verdi, Saint-Saëns, Čajkovski, Satie, agli strumenti musicali classici, alle danze, alle arie d’opera (di Mozart, Rossini, Verdi, Bizet), alle ninne nanne dei grandi compositori (Chopin, Debussy, Schumann, Fauré, Offenbach). Ci sono anche libri sulle arie classiche di Natale e sulle prime canzoni dal mondo. 

La collana abbraccia perciò tanta musica dal Sei-Settecento ad oggi. I libri sono di cartone spesso con gli angoli arrotondati, che permettono ai bambini la prensilità senza rischi di taglio nel girare le pagine. Le melodie s’avviano quando il bambino sfiora un bottone situato sia sulla copertina (ove è posta la “cifra melodica” del compositore: un segmento della Primavera per Vivaldi, o di Per Elisa per Beethoven, e così via), sia all’interno del libro, ogni due pagine, ed è da cercare tra i disegni. Il meccanismo di sfioramento per avviare la musica, i disegni molto belli a colori vivaci — che ritraggono personaggi di fattezze umane o animali, intenti per lo più a suonare, a ballare o ad ascoltare musica – rendono i volumetti adatti non solo ai piccoli di un anno, età consigliata sul retro dei libri, ma anche a quelli ancora più piccoli.

Ciascun volume presenta sei melodie. La scelta si è basata sulla loro fruibilità, ossia bellezza e cantabilità che le hanno affermate fra le più celebri. Nondimeno, dal totale delle scelte per il libriccino si evince l’idea chiara di un percorso educativo. Alcuni esempi. Per Bach vi è un itinerario timbrico che propone diversi strumenti: le melodie sono il Preludio dalla Suite n. 1 per violoncello, il Preludio n. 1 dal vol. I del Clavicembalo ben temperato per questo strumento, la Badinerie dalla Suite n. 2 per flauto e orchestra, e così via. Il volume su Mozart presenta invece la varietà dei generi toccati dal compositore: ecco i temi pianistici di Ah vous dirai-je maman e della Marcia turca, quelli orchestrali della Eine kleine Nachtmusik e dei campanelli magici dalla Zauberflöte, e altri. Più importante di tutto è rilevare che le melodie sono state scelte in funzione della possibilità di segmentarne i primi 15-20’’ mantenendone però il senso compiuto. Pochi secondi sul piano cronologico non sono nulla, ma riempiti di musica d’arte determinano un’esperienza di significato e di valore eccezionale. Gli immortali si stagliano così nella memoria dei bebé con gioia e naturalezza.

Un’ultima nota: i brevissimi testi e i disegni che accompagnano ogni melodia ne descrivono e rappresentano una sola caratteristica. Un buon esempio di essenzializzazione. La caratteristica è sovente quella ritmicomotoria, adatta a essere cólta dai piccolissimi (es.: la succitata Suite per vcl. di Bach raffigura due bambini sull’altalena, disegno che fa cogliere visivamente il movimento ondeggiante degli arpeggi spezzati eseguiti dal violoncello con le sue ampie arcate melodiche). Ciò è assai utile per comprendere quella melodia e per sviluppare l’ascolto attento.

La collana costituisce un buon esempio di educazione all’ascolto della musica d’arte, forse ad oggi l’unico per la fascia d’età menzionata, da proporre sia alle famiglie sia nei nidi d’infanzia.

Carla Cuomo

Ricercatore confermato

Università di Bologna – Dipartimento delle Arti

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