in collaborazione col 
Dipartimento delle Arti Alma Mater Studiorum — Università di Bologna  

Ventitreesimo Colloquio di Musicologia
del «Saggiatore musicale»

Abstracts

 


ATTILIO CANTORE
 (Milano)

Uno ‘one woman show’ in modalità ‘pop-baroque’ alla Fenice

Venezia, 1967. Il XXX Festival Internazionale di Musica Contemporanea diretto da Mario Labroca, partito con grandi propositi rivoluzionari, sembra ritrarsi «nella normalità con un cartellone non certo di grande spicco». Fra le altre cose, è sfumato proprio lo spettacolo inaugurale, Contaminazioni, a cura di Roberto Leydi e con la regia di Virginio Puecher. Come risollevare le sorti? Ci penserà la «Berio and Berio, Ltd.».
L’11 settembre Cathy Berberian e Luciano Berio, grazie a un «programma micidiale per la voce» e «da godere anche con gli occhi», riscuotono un tale «incredibile, scatenato successo» al Gran Teatro La Fenice da riuscire a far rientrare il Festival nei suoi binari. Non un consueto recital ma «un mazzo di fiori musicali dai profumi differenti acuti o intensi, esilaranti o lievi», che spaziava da Cage a Weill, da Pousseur a Stravinskij fino ai Beatles.
Frutto di ricerche svolte presso l’Archivio Storico della Biennale di Venezia, la presente relazione intende mettere in luce un momento significativo, seppur poco indagato, della storia della musica contemporanea. Attraverso documenti ufficiali, articoli di giornale e una nutrita corrispondenza privata, se ne segue la travagliata gestazione, fino al memorabile evento che vide «la Callas de l’avant-garde» trionfare in un vero e proprio one woman show.